Una giornata all’insegna della storia, dell’amicizia e della bellezza paesaggistica: domenica 10 maggio l’Isola d’Elba è stata la cornice di un suggestivo Interclub Rotary che ha riunito i soci del club locale con gli amici provenienti dai club di Follonica, Piombino e Massa Marittima (Distretto 2071).
L’evento nasce da una promessa fatta lo scorso settembre da Davide Pelliccioni, Presidente del Rotary Club Isola d’Elba, al collega di Follonica, Gabriele Pazzagli. Dopo aver visitato il polo industriale follonichese, l’obiettivo era “chiudere il cerchio” della catena del ferro, portando i soci laddove tutto ebbe inizio: le cave e le miniere elbane.
Un viaggio nelle viscere della terra
Accolti dallo staff delle Miniere di Calamita, gli ospiti sono stati guidati da Stefano Luzzetti in un percorso emozionante lungo l’antica via dei minatori. Il gruppo ha visitato il museo allestito nelle ex officine meccaniche del Cantiere Vallone, dove il tempo sembra essersi fermato tra infermerie originali, uffici contabili e attrezzi d’epoca.
Il momento più suggestivo è stata la discesa a -24 metri nella miniera del Ginevro, l’unica galleria sotterranea visitabile dell’isola e custode del giacimento di magnetite più grande d’Europa. Un salto nella storia mineraria che è proseguito poi al Cantiere Vallone, un anfiteatro a cielo aperto che porta i segni millenari dell’estrazione del ferro, dalle tecniche etrusche fino alla chiusura degli impianti nel 1981.
L’eleganza sposa la natura: conviviale in serra
Dopo l’immersione nell’archeologia industriale, l’evento si è spostato in una location d’eccezione che ha sorpreso tutti i partecipanti per originalità e raffinatezza: le serre dell’Ortoflora Elbana della famiglia Martino.
Per l’occasione, la struttura produttiva si è trasformata in un vero e proprio salone di gala “vivente”. Come si evince dalle immagini, i tavoli imperiali, impeccabilmente apparecchiati in bianco, sono stati allestiti sotto le alte arcate della serra principale, immersi in un’esplosione di colori e profumi. Piante ornamentali, alberi da frutto e rigogliosi cesti di fiori sospesi hanno creato un tetto naturale di rara bellezza, offrendo agli ospiti un’atmosfera sospesa tra il giardino botanico e il ricevimento d’alta classe.
Il pranzo, curato con maestria dallo Chef Michele Nardi e dal suo staff, ha saputo esaltare i sapori del territorio in un contesto dove la passione per la terra della famiglia Martino — che da oltre vent’anni coltiva eccellenze botaniche — si è fusa perfettamente con lo spirito rotariano.
I ringraziamenti
Il Presidente Davide Pelliccioni ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a chi ha reso possibile questa giornata: a Stefano Luzzetti per la sapiente conduzione storica, allo Chef Nardi per l’eccellenza culinaria e, con particolare calore, al socio Angelo Martino e alla sua famiglia, che con generosità hanno aperto le porte della loro “casa verde”, trasformando un vivaio di eccellenza in una location di straordinaria eleganza.
Un incontro che non è stato solo un momento di svago, ma un tributo all’identità elbana, capace di passare con grazia dalla durezza del ferro della miniera alla delicatezza dei fiori in serra.